Pittura- ANNA LUANA TALLARITA

Anna Luana Tallarita Antropologa, Scrittrice, Artista

ANNA LUANA TALLARITA

Pittura

TRA LE RECENSIONI..
CRITICA_ANNA_LUANA_TALLARITA_ARTE__quadri_pittrice_design

 
OPERE 2020-21
anna_luana_tallarita_quadri_pittrice_symbolum



















anna_luana_tallarita_quadri_pittrice_espressionismo_arte_informale



















ANNA_LUANA_TALLARITA_ARTE__design_quadri-_pittura_informale_materico



















Anna-Luana-Tallarita__quadri
 
TRA APPUNTI DI VIAGGI, IMMAGINATI E SOGNATI E TRA ETNIE E SIMBOLI ESOTERICI , LE OPERE DI ANNA LUANA TALLARITA SI MUOVONO…. Come invasata dal colore e dal ritmo della musica non dimentichiamo che questa pittrice del resto è anche una valente cantante Jazz, dalla voce calda e sensuale. l’artista copre la tela di materia, operazione caldamente sensuale, passionale che indica quanto ancora la pittrice sia fortemente legata alla sfera sessuale, al corpo, al senso ..che “ diventa un suo sensato senso ”, aggiungerei io, nell’arte. Sembrano coesistere due personalità, in Anna Luana: quella che rappresenta i suoi appunti di viaggio, viaggio che la porta con la fantasia nel bacino del Mediterraneo e determina minimali assunzioni segniche e cromatiche che risultano semplici ma efficaci percezioni etniche. Appaiono quali evocazioni culturali, di una cultura antica archetipica che ci conducono per mano nella sfera “ altra” della gente del Nord Africa o dell’Interno dell’Africa, con semplicità ma con esiti positivi, in termini di coinvolgimento emozionale.
Doppia personalità, dunque, o personalità borderline, su una linea di confine, quello che gli inglesi chiamano deadline che separa la produzione di Tallarita?
Essa è caratterizzata da una tavolozza accesa, non inquietante, ma brillante e fresca. Nelle sue opere come una metrica latina, sovente è il rimando a segni esoterici, magici, misteriosi come l’occhio, quel terzo occhio che si scorge tra le anse contorte di colore, sulla tela. …
Vi è una produzione soave , come quella di adozione polimaterica in cui, a mo’ di libro, aperto su un tavolo, Tallarita racconta il suo mondo misterioso dell’io, un mondo in cui l’artista e la donna sono su due mondi paralleli, lontani e o vicini, due mondi in cui sono forti i dissidi interiori, sono intense le emozioni, forti da vivere, da consumare…non si sa dove….Nella sua Gioia Tauro che la accoglie sempre, come Itaca, come figliol prodigo, a braccia aperte? O nel resto del mondo, in Giappone, in Francia?
Vi è la produzione “africana” giocata sulle nuances terragne tra nero e marrone…e troviamo la produzione che esalta l’azzurro del Mediterraneo e la mediterraneità…
Intendo affermare che sembrano convivere due donne, in Tallarita, forse anche tre: la donna, la Tallarita- artista che rende omaggio alla sua terra, la Tallarita che esalta altre genti, altro pensare, altre culture del mondo, quel mondo che entra in contatto con lei, durante i suoi viaggi da cantante Jazz…..
Dunque? Sembra che due artiste, in una donna, una triade che si completa vicendevolmente, compiano il loro corso parallelo, lungo il sentiero dell’arte, irto ma ricco di emozioni, di poesia e di musica cromatica…Lo percorrono, insieme, questo sentiero, che si fa strada, che si fa autostrada, con forza e tenacia, trascinando con loro i detriti incontrati, sulla spiaggia, in riva al mare, restituendo dignità a umili pezzi di legno, assegnando un ruolo alle cose più semplici, con un gesto d’amore che si fa arte.

Il CRITICO D’ARTE
Maria Teresa Jose’ Prestigiacomo