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Il potere del potere il libro di Al.Tallarita


anna_luana_tallarita_il_potere_del_potereCominciare questo percorso di ricerca ha significato per me andare a scavare nelle radici delle mie origini. Non solo delle mie origini in quanto donna di questa epoca, nata in un contesto sociale preciso e molto particolare perché molto intenso quello italiano. altresì voluto dire andare a scavare nelle origini di un passato genetico, biologico e dopo storico scientifico, filosofico, dell’ambito del diritto, nell’ambito dell’ antropologia cognitiva, dell’ambito del sociale, dell’ambito dell’arte, in tutti quegli ambiti in cui la volontà umana si manifesta. E si manifesta attraverso una volontà di agire. Io sono esisto perché penso, perché posso agire. Perché il mio pensiero passa attraverso la mia mano e arriva alla materia. La materia viene plasmata dalla mia volontà e diventa il manifesto materiale di un’azione, che si tramuta in un oggetto, in un oggetto di piccole dimensioni o di dimensioni mastodontiche, in un oggetto materiale o in un oggetto altresì simbolico, questo significa lavorare sul potere parlare del potere che il potere ha in sé e che manifesta in molti modi differenti, attuando un processo di verificazione di se stesso, all’interno di una materia tangibile, che condiziona la vita, il pensiero e la percezione umana. Materia che a sua volta è condizionata dalla volontà del pensiero umano. L’uomo sulla terra arriva e si trova uno spazio aperto in cui definire la sua personalità e se stesso e giunge a dire: io sono esisto perché posso pensare e le mie mani oggi sono libere dal camminare carponi sulla faccia della terra e la libertà della mano mi consente il gesto, e questa gestualità fa sì che io possa plasmare la realtà circostante e fare della materia la diretta rappresentante della mia volontà di potere.

Il libro nello specifico illustrerà parte di questa ricerca e si aprirà in contesti differenti fra la parola, la semiotica, l’architettura del potere, il potere presente in alcuni film della cinematografia italiana del regista Elio Petri, nei contesti del colore, nei contesti del design nei contesti in cui questa manifestazione del potere diventa tangibile all’occhio umano. Manifestandosi in tutto ciò che è materia e che è il rapporto dentro la società per cui si parlerà anche tutto quello che i massmedia per esempio fanno e possono condizionare imponendo alcune volontà altrui il potere non è né un pensiero né un oggetto né uno stato d’animo di matrice negativa avere potere significa avere la possibilità materiale fisica spirituale ed emotiva di manifestare se stessi la propria volontà di manifestare una volontà di un gruppo sociale di manifestare una volontà di una circostanza specifica legata a un contesto specifico E questa specificità noi la ritroviamo in qualsiasi epoca storica sociale e politica e pertanto la volontà ultima di me come autore e voler con semplicità ma anche con parole più complesse far capire questo tipo di realtà a chi vuole approcciarsi a questa tematica facendo scorgere la volontà di potere lì dove nessuno solitamente Pensa che ci possa essere nascosto o palesato

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Articoli

Un manifesto nuovo tradizionale creolo di Al.Tallarita

Il problema non risiede tanto nella diversità quanto nel fatto che nel momento in cui si uniscono alcune diversità ci siano degli aspetti che cozzano inevitabilmente e ancor più questo diventa rilevante, quando si parla di leggi, di diritti, di dovere; nella diversità vi sono delle dinamiche molto più complesse di quelle che ad un primo esame potrebbero apparire, e andrò ad elencarne alcune, ma in una maniera molto sintetica anche quasi superficiale, ma giusto per dire che nella diversità ci sono vari aspetti: biologici geomorfologici e poi sociali culturali, tradizionali. Mi fermo sulla parola tradizione: Che cos’è la tradizione? la tradizione ha a che fare con un patrimonio culturale che la società condivide e che gli permette di portare avanti nel tempo e nello spazio, luogo geografico, alcuni presupposti che servono alla comunità, della quale queste tradizioni fanno parte, a mantenersi viva. Fisicamente viva, oltre che culturalmente viva, le tradizioni servono ad una comunità, per riuscire a portare avanti in modo sintetico e definito, quelle che sono delle caratteristiche che permettono alla comunità stessa di restare in vita, nel tempo anche nei luoghi e spazi fisici, che non adempiano a quelle caratteristiche geomorfologiche utili alla prosecuzione della specie. E della comunità stessa. Pertanto la lotta alle difese delle tradizioni che può essere definita tanto nazionalismo quanto sovranismo è fondamentale per far sì che è un globalismo esasperato non convinca tutti attraverso una mirata comunicazione di massa che le tradizioni siano delle sciocchezze legate al passato sulle quali si può trascendere non si può trascendere dalle tradizioni Perché come ho già brevemente accennato nella tradizione c’è tutto quell’insieme di meccaniche e informazioni sociali e culturali che giovano ad una comunità a restare viva ad avere a che fare con uno spazio un luogo geografico ben preciso con delle temperature legate ai luoghi ben precisi e anche delle dinamiche culturali che negli anni si sono sviluppate e che hanno permesso alla comunità di sopravvivere per i decenni che l’hanno vista presente su un territorio luogo geografico specifico e che poi hanno consentito che questa se incontrasse con le altre comunità vicine le guerre partono per questo momento in cui una comunità si rende conto che ha bisogno di ulteriori luoghi di cui appropriarsi per avere più approvvigionamento delle risorse automaticamente se in quei luoghi ci sono altre comunità Se non si trova un accordo e può essere per esempio sancito dai matrimoni se arriva allo scontro pertanto quello che anche oggi noi rivediamo non è altro che il ciclo storico che si pone si ripropone nel tempo e che sta alla base della costruzione della società umana.
Pertanto la difesa delle tradizioni non ha a che fare con dei retaggi culturali o politici dimenticati o apologie da rinvigorire, la difesa delle tradizioni per un popolo giova a difendere la vita stessa del Popolo. E la vita stessa della comunità, pur piccola che sia, nel momento in cui ci sono delle comunità che vanno a vivere in uno stesso luogo, in quel momento le comunità si trovano a dover fare delle due leggi e delle due tipologie di tradizioni una. Che può essere la sintesi dell’accoppiamento di queste o addirittura derivata da una nuova matrice tradizionale. Fatta da nuove regole, nuovi spunti, abrogandone alcuni, accettandone altri, creando una sorta di manifesto nuovo, tradizionale, creolo, utilizzando un termine antropologico.

 

Onestà intellettuale e amor di patria.

Oggi parlare di legge onestà intellettuale e amor di patria, parrebbe inconciliabile. Eppure vi dono persone, intellettuali, politici e del popolo, che sentono vivo l’orgoglio italico. Condividere la attitudini proprie di una nazione, volerne enfatizzare le radici nel rispetto degli altri, ma anche sentendosi rispettati, è ciò che gli italiani chiedono. Purtroppo l’Europa pur partendo con alti auspici ha proseguito il gioco di chi in vero vuole cancellare le specificità nazionali al pro di un globalismo esasperato che conduce alla distruzione delle nazioni. Proclamando un’apolidismo forzato quale contemporaneo modello di vita. Ora quello che possiamo proporci di fare è una rivoluzione culturale in cui la verità delle proprie radici, un rinnovato sentimento di Patria, un’idea chiara di nazione, confini, tradizioni e differenze che arricchiscono, vedano nuovamente un rinnovato spirto vitale. Un afflato forte e crescente in cui sentirsi italiani. E non sottomessi a ragioni internazionali di intetesse economico e finanziario. Invasi da altri popoli, e non dalle risorse mugliori, come le menti che noi esportiamo, ma dalla feccia fuggita dalle carceri..da violentatori..aguzzini di mafie straniere e magnaccia della prostituzione. Col benestare del malaffare e del Vaticano che predica bene e razzola male. L’illusione del benessere si scontra col muro della povertà che piega gli italiani. Della cassa integrazione, della disoccupazione. Della mancanza di serenità nelle proprie case invase da ladri stranieri, assaltate e violate.
Con tali sentimenti, intendo essere presente nel dibattito culturale di cui la Lega può e deve farsi portavoce in questo momento in Italia. Attraverso incontri, congressi, scritti, eventi che promuovano la cutura nuova e l’arte. Dove incontrare tutte le fasce popolari e di età. Sapendo cogliere differenze e comunanze scegliendo come mezzo primario la comunicazione, la parola, la semplicità ma anche la forza propulsiva di idee ferme e coerenti che pongano in primo piano la persona, le sue esigenze di persona e di italiano, in questa giungla dove iene attendono .

E in principio fu….il respiro
di Al.Tallarita

Dunque ben vedere il il processo di respirazione e alla base della vita E questo va al di là di un puro concetto filosofico perché interviene nella permanenza del corpo invita forse non ci pensiamo mai abbastanza ma se non li Speriamo non viviamo E allora cosa si nasconde dietro la respirazione dietro la respirazione si nascondono tutti i particolari connessi alla vita stessa alle emozioni alle parole al ritmo all’andamento cardiaco all’andamento del corpo ora così dicendolo chiaramente va differenziato per ogni singolo settore specificatamente distinguendo scientificamente cosa andrà a modificare ad influenzare a mettere in moto a concedere Appunto la vita all’azione stessa .

A quel tempo era il verbo una frase che non ha solamente a che vedere con la Bibbia lettura di questa ma con lo spirito vitale che muove la persona umana e respirare e tutto respirare vita respirare combattere respirare e fare sport respirare e cantare respirare e parlare e respirare e usare una dizione corretta per la comunicazione mediatica

Se respirare vuol dire vivere significa che per vivere bene Bisogna ben respirare e non respirare affannosamente come sempre dietro ad una preda così come 40 milioni di anni fa i nostri antenati facevano costringendo si ad una respirazione sotto stress che utilizzava la parte superiore del corpo le scapole accumulando il meno possibile di aria al fine di facilitare la corsa e di avere un ritorno immediato della respirazione fra naso e bocca del rapporto in secondi Tra inspirazione ed espirazione.

Ogni attività umana specifica richiede un utilizzo specifico della stessa respirazione che in questo caso diventa oggetto di trasformazione affinché è un certo tipo di azione volontaria venga protratta dall’oggetto corpo e questo lo troviamo così nello sport nelle Arti e in tutte quelle performance Dov’è il corpo diventa il primo strumento oggetto che la persona utilizza per arrivare all’ azione performativa.L’arte del fare la guerra nel momento in cui bisogna sferrare l’attacco la respirazione è fondamentale una respirazione calma e profonda induce nel corpo umano una maggiore ossigenazione questo favorisce un migliore funzionamento del cervello e se l’attività celebrale in una condizione favorevole riesce ad agire ea rispondere consapevolmente nei modi più appropriati Significa che l ‘energia celebrale può concentrarsi e con tutta la sua forza su un unico punto.

Pertanto chi vuole utilizzare un potere mediatico comunicativo deve fare molto Attenzione prima di tutto proprio alla respirazione per mettere l’ascoltatore al proprio agio perché attraverso la respirazione può lavorare sul tono della voce sulle frequenze delle note specialmente quelle basse che sono molto vicine al hara il centro Vitale umano da cui si muovono le emozioni che poi definiscono le azioni cerebrali.

 

 

 

 

 

Spazio e percezione

l’ Individualizzazione: soddisfacimento dei bisogni personali per un’espressione del sé

 

dott.ssa Anna Luana Tallarita

 

Se si tiene conto del fatto che lo spazio vissuto è legato al ruolo del soggetto ed alla sua storia, appare chiaro che lo si debba considerare come la risultante di una serie di congetture derivanti dal reale e dall’immaginario, nel rispetto di un equilibrio che il tempo contribuisce a modificare e modellare.Molte sono le definizioni di spazio. Si può intendere per spazio un complesso costituito da materia, dove le forme che lo occupano sono materia e dove si mantiene costante la relazione tra le forme e tra queste medesime e lo spazio. In questo senso si può dire che lo spazio è organizzato dalle forme ed esso stesso è forma.[1]Ciò detto, bisogna considerare che è soltanto grazie alle esperienze personali, di natura simbolico-culturale che si creano le condizioni per l’attribuzione di significati appropriati e specifici alla percezione ed all’uso che viene fatto dello spazio. Il quotidiano vivere è infatti animato da una miriade di stimoli, da una grande quantità di “inviti alla percezione” provenienti da tutto quello che ci sta  intorno. Questi stimoli servono ad innescare i processi percettivi che, a loro volta, fanno si che tutto abbia un aspetto soggettivo e personale. Il bisogno di “individualizzare” le informazioni in base alla percezione soggettiva dello spazio e del tempo, è tale che, ciò che in teoria può apparire come oggettività precostituita diviene soggettivamente parziale all’atto della percezione. Così è chiaro che i procedimenti percettivi sono influenzati da due insiemi di fattori: quelli che comprendono l’individuale curriculum biologico-genetico, e quelli che dipendono dal sostrato culturale entro cui si è stati “educati[2]. Inoltre, si può dire che l'esperienza percettiva è data : dalla relazione interpretativa che si stabilisce tra i dati offerti dagli organi di senso e le capacità cognitive di elaborazione personale che si acquisiscono in base a predilezioni, abitudini e motivazioni al contempo soggettive e sociali. Vivere uno spazio rappresenta una fondamentale esperienza per l’essere vivente. Avere la facoltà di avvertire questo luogo vissuto come proprio, potersi sentire nel suo interno al sicuro e ricevere le adeguate stimolazioni per affrontare la vita in tutti i suoi aspetti, è un modus vivendi universale, ed a tal fine si cerca ovunque di personalizzare tale spazio, per un bisogno che è insieme biologico, sociale,personale.Per riuscire così a garantire per se e per gli altri una vita sicura, all’interno di ambienti che agevolino le interazioni, il lavoro, la vita quotidiana, le relazioni con i familiari e con la società.In questo ampio quadro formato da spazi privati e pubblici, nonchè percezioni, relazioni ed oggetti, l’individuo compie il suo percorso, cercando di trovare dei sostegni ai quali aggrapparsi per riuscire a riconoscere come propria questa gamma di componenti che incorniciano la sua vita, e ne sono parte fondante. Tutti elementi, tuttavia, che subiscono trasformazioni nel corso delle interazioni con l’uomo, generando rapporti di dialettica biunivocità.

 

[1] F. Távora, Organizzare lo spazio (cura e traduzione di G. Leoni) pp. 46-49); Anfiteatro della Facoltà di Legge – Coimbra 2000 (pp. 50-56); G. Leoni, Távora e la conoscenza dello spazio, “Casabella”, ottobre 2001, pp. 46-57

[2] Si veda, su tale argomento, L’altra faccia dello specchio (Adelphi 1974, p. 302) dello zoologo austriaco Konrad Lorenz (Vienna 7.11.1903 - Altenberg 27.2.1989). Fondatore dell'etologia e dello studio comparato del comportamento degli animali e dell'uomo, Lorenz divenne celebre per i suoi tentativi di differenziare ciò che egli definiva “comportamenti a schema fisso” (Fixed Action Patterns o FAP), che egli riteneva innati e determinati geneticamente, dai comportamenti acquisiti, determinati, invece, da fattori ambientali. Inoltre ipotizzò che le lotte tra esseri umani abbiano origini genetiche e derivino dal comportamento animale. Teorie che subirono anche notevoli critiche Tra le sue maggiori opere pubblicate in Italia: L'aggressività (1986), Il declino dell'uomo (1986), L'altra faccia dello specchio (1988), L'anello di re Salomone (1988), E l'uomo incontrò il cane (1988), L'etologia (1990), Io sono qui, tu dove sei? Etologia dell'oca selvatica (1990

 

Arte e Bellezza.

21.03.2018

Se il processo culturale è animato da noi stessi,all'interno di un dialogo che avviene fra il proprio io e l'altro, dove questo io con l'altro formano il tessuto sociale, vuol dire che in un luogo in cui si dice: "qui non c'è cultura", potrebbe significare che manca questo tipo di dialogo. Che cosa alimenta questo dialogo che avviene prima con se stessi e poi con l'altro? Niente altro che: la curiosità. Avere la curiosità di capire come funziona il mondo, la curiosità di sapere come si percepisce il mondo, avere la curiosità di trasformare le cose percepite del mondo in altro.

 

E questa trasformazione che cos'è?

Questa trasformazione è il processo artistico. È il suo risultato è l'arte. Pertanto il prodotto artistico nasce dalla curiosità che avviene spontaneamente nella quotidianità, vissuta e percepita da ognuno di noi a prescindere dalla nostra formazione intellettuale, questo perché il principio estetico è insito in ogni essere umano che abbia coscienza di se stesso e del gruppo umano a cui appartiene.

 

Si, perché il senso estetico non ha a che vedere con dei canoni, definiti artistici, dentro un ambito sociale preciso e che risponde a delle regole sociali precise. Il senso estetico ha a che fare con il bello e la percezione del bello, e si muove al di là dei movimenti sociali, artistici o politici che possono avvenire all'interno di gruppi di individui che condividono delle leggi.

 

Infatti la bellezza noi la incontriamo in vari contesti sociali e culturali e risponde a dei fattori precisi inerenti per esempio il benessere del corpo, il benessere della mente, il benessere dell'individuo come essere sociale; e allora molte pratiche per alcuni ritenute strane o bizzarre, non sono altro che rappresentazioni di canoni estetici di bellezza.

 

Per essere più precisa dovrei addentrarmi in degli esempi specifici: avete mai sentito parlare delle donne giraffa?

 

Sono delle donne appartenenti alla comunità della tribù Kayan, in Thailandia, pertanto molto lontane delle formazioni estetico sociali europee, alle quali vengono applicati dei cerchi concentrici di ferro attorno al collo e questa procedura fa sì che il collo sia lunghi in modo smisurato dal momento in cui vengono inseriti, generalmente nella fase preadolescenziale, fino all'età adulta.

Oggi queste donne sono divenute quasi fenomeno per i turisti,ma un tempo rappresentavano non solo la bellezza alle quali le donne aspiravano, ma anche altro. Infatti l'utilizzo di questi cerchi concentrici era iniziato come segno di protezione del collo delle donne dagli attacchi delle Tigri e non solo: chi aveva questo tipo di protezione era considerata una donna privilegiata, amata, voluta bene all'interno della società e pertanto questa misura preventiva diventava un esempio estetico assoluto. Come ben potete vedere quindi l'estetica ha ache fare con molti aspetti della società, e la rappresentazione del Bello può mutare rispondendo a delle necessità specifiche sociali,individuali, politiche e naturali.

 

Anna Luana Tallarita


 

La Spazialità del Potere

 

 

Che cos’è lo spazio dal punto di vista del potere. È uno strumento di questo, entro cui le sue azioni possono manifestarsi. Dominare lo spazio vuol dire avere un potere. I concetti di spazio e tempo sono collegati. Sono i sensi a dirci dello spazio e della realtà che si occupa vivendo. Lo Spazio, può essere un luogo geografico, avente caratteristiche proprie che favoriscano il dominio, il controllo e le azioni di potere. Perché il potere ha bisogno di un luogo in cui manifestarsi. Lo spazio identifica in se i concetti di pieno e di vuoto.  Per Platone èciò che è sempre ma che non ha un’origine e ciò che diviene sempre ma non è mai. Nella visione aristotelica materia e spazio si identificano in quanto le cose sono in un luogo. Il pensiero, per Cartesio, è sostanza corporea che è lo spazio. La sostanza è materia, ha estensione e proprietà spaziali, lo spazio è materia. Ma lo spazio è anche ordine dell’esistenza delle cose.  Immagine di cui se ne postula l’esistenza  a partire dalla sua stessa esistenza. Un idea che deriva dall’esperienza sensibile. forma a priori di ogni esperienza. Da Leibniz, a Hobbes, Locke, Hume e Kant, si teorizza attorno alla natura dello spazio, che si produce e riproduce per fuggire l’entropia. Lo spazio e l’attività umana sono strettamente correlate. Così come lo è il potere, con lo spazio di cui ha bisogno per manifestare se stesso. Perimetro esterno al corpo dell’individuo ancora da delimitare. Il corpo è il primo spazio naturale, ma non è solo spazio fisico. L’uomo costruisce il suo spazio e infatti le società sono chiavi di comprensione dello spazio. Lo spazio sociale rappresenta le tre categorie: forma, funzione e struttura. Implica il concetto di territorialità, che favorisce l’organizzazione e la vita collettiva. Lo spazio naturale appare come una totalità di relazioni interdipendenti, una spazialità intesa come costruzione sociale riferita a un organismo pensato e costruito, di cui se ne occupa la geografia. La cultura in quest’ottica è il motore, strumento per favorire l’azione umana e l’insieme di tecniche e di saper fare, applicate per dar forma alla materia. Lo spazio favorisce a scoperta delle capacità umane latenti. Al rapporto con questo sono legati giochi di potere e tensioni sociali, e anche l’esercizio del potere che si basa sulle relazioni che determinano l’uso del suolo, a volte legate ai legami di parentado. Le tensioni sociali che si producono sono strumenti di trasformazione dello spazio. Infatti il concetto di dominio è correlato a quello di spazio, così come quello di consenso. Il potere politico ha natura differente dal senso di dominio, perchè la sua legittimazione si basa su altre distinzioni del potere. La società, nasce sull’equilibrio tra il comandare e l’essere comandati. Lo spazio trasmette i messaggi di egemonia di potere e dominazione, in cui avvengono le rappresentazioni di tutte le relazioni sociali. Relazioni sociali ed economiche si gestiscono nello spazio geografico e urbano strutturato a causa della forte competizione sociale. Il potere di creazione della società si manifesta anche e soprattutto nella creazione del suo spazio. La tecnica nasce dalla volontà di sostituire l’ecosistema iniziale con un’organizzazione spaziale controllata. Anche per determinare la possibilità di avere una percezione degli altri, attraverso le interazioni che vi si instaurano. Lo spazio ha anche la capacità di parlare attraverso un linguaggio silenzioso, fatto di dinamiche sottili, distanze e cose non dette, un mondo fatto di percezioni come è quello della prossemica. Dove lo spazio personale e sociale diviene un processo che concilia gli elementi fisici che gli sono propri, con il comportamento, come concettualizzato da Edward Hall.
ANNALUANA TALLARITA

 

Parliamo di Colori... Pt.1

 

 

DI colori di cui è fatta la nostra vita. Perché di colori sono fatte le nostre azioni. Ebbene lo sono anche le nostre scelte, perché certamente queste possono essere condizionate dai colori che ci circondano. Ma per essere molto comprensibili cerchiamo di fare degli esempi concreti.

 

Nel momento in cui i nostri sensi, che la natura ci ha concesso, hanno la possibilità di gestire il rapporto percettivo con la realtà quotidiana, noi siamo circondati da molte sfumature e lo vediamo attraverso il senso della vista. Dai colori e di colori ci nutriamo, perché anche i cibi sono fatti di colori e tutti i giorni noi ne siamo avvolti.

 

Infatti per esempio tutti i giorni camminiamo sotto la volta "celeste" che è di un colore azzurro e poi diventa blu, che poi si trasforma in arancio e rosso, durante i tramonti e tra l'azzurro e il giallo è un lieve pesca, all'alba. Ebbene parto proprio dai colori del cielo, perché sono i colori che più influenzano il nostro stato d'animo e che più sono utilizzati dalle compagnie di produzione di interior design e di industrial.

 

Nel momento in cui si vogliono vendere degli ambienti o dei prodotti, che siano agevoli e utilizzabili, che mettano a proprio agio, si utilizza l'azzurro. Lo vediamo presente in molti loghi anche politici, o anche negli ospedali per esempio, i camici nei corridoi sono azzurri . Lo si vede là dove c'è bisogno che la nostra attenzione venga rilassata e ci si senta tranquilli. Sì perché l'azzurro è un colore che tranquillizza, proprio perché noi tutti i giorni, guardiamo il cielo che è azzurro. E ci sentiamo avvolti da questo colore che per noi rappresenta la quotidianità, la tranquillità, lo stare in piedi sotto il cielo, per cui in vita.

 

In alcuni articoli analizzeremo uno dei colori, a mio avviso più interessanti, sia per la storia umana, sia per noi nella nostra quotidianità. Non vi nego di essere particolarmente legata a questo colore, o meglio si tratta proprio del mio colore preferito: il rosso.

 

Colore su cui ho avuto modo di fare diversi studi e diverse ricerche dalle quali sono nati alcuni articoli per il Politecnico di Milano e di Torino per la storia del colore e l'influenza che il colore ha sulla nostra mente.

Il rosso ha una storia molto complessa e molto interessante. Potrei raccontare molte particolarità sul colore rosso, che è presente in tutte le culture del mondo, da secoli e questo perché legato al ciclo della vita.

Infatti è legato alla vita e alla morte. Il rosso e il sangue da cui proveniamo nel momento del parto e è il colore del sangue che viene sparso al momento della morte. Pertanto il colore rosso riesce ad assumere insieme due valenze: una negativa è una fortemente positiva. Ecco perché ci sono alcune culture che utilizzano in rosso in senso negativo e altre in senso positivo. E dati gli stimoli celebrali che fornisce, un colore di eccitazione per eccellenza.

 

 Al.Tallarita


 

O PODER DO OBJETO

 

O ser humano têm uma necessidade de expressar-se, e ao faze-lo usa  uma variedade de expressõese conteúdos diferentes.
A capacidade de associar o conteúdo é dada para o idioma mental e sensorial.
A forma primária que acaba por ser inscrito na herança e nos genes humanos.
Esta característica universal favorece a miríade de conteúdo e a sua expressão através de várias formas. No rescaldo da mudança entre os coletores e os agricultores sedentários subsequentes que uma vez começou a colocar cercas à terra, colocando os primeiros elementos verticais do tamanho horizontal da Terra, e alterar a percepção do espaço, até que a necessidade de fechar o espaço no interior de um plano, embora vazio como o espaço exterior, urbano, animado de uma possibilidade a criar esse mesmo espaço vazio do indivíduo e pela sua família, para se proteger da natureza.

Os arquétipos e os sinais são expressão dos conteúdos humanos e do espaço ante-litteramaté aos dias de hoje. O símbolo é um sinal de que é marcado de uma série de significados, que são independentes do seu uso diário, tornando-se um objecto físico. O seu simbolismo tem uma virtude em particular, que responde a uma regra. O símbolo é um transmissor, que se torna um instrumento, porque quem faz a sua interpretação, também analisa o seu uso, e pode também entender a sua essência. Com este gesto procura a sua própria motivação, a essência do objeto.

Através do simbolismo que leva em si um sinal, o homem mostrou uma significação de si mesmo, através de materiais e objetos do quotidiano que tem um status social. Num símbolo há uma parte de indício e um ícone. Este adquire sua própria importância em relação ao objecto, que se refere à aquisição de uma sensação de poder. Esta atividade simbólica é encontrada na arte rupestre, testemunho de uma atividade icónico – simbólica e inata no homem. Ao ler, uma lógica tradicional Charles SandersPeirce considerou as propriedades semióticas do signo como a compreensão, a profundidade, a extensão, e como um aplicativo (1987). Os princípios da sua filosofia são colocados na teoria do pragmaticismo. Entre asaçãoes vai atuando-se as ideias, que se manifestam no comportamento e na prática da ação principal e irracional, onde a realidade está envolvida nas ações e suas inferências. A relação semiótica presente na materialização do pensamento, permite a construção social da realidade. Feita pelos elementos materiais, por sua vez ligados um ao outro. Acontece que parte dos princípios básicos que são usados ​​pela comunicação da realidade e pela sua própria construção, trabalhados juntos,  cria um código que promove a compreensão dessa mesma realidade. Os princípios que são da propriedade do pensamento comum, ligam os elementos da realidade material de uma sociedade. A formação sócio- cultural tem um elemento material variável complexo dentro da realidade social, este responde ao conjunto de códigos semióticos genéricos a um aspecto específico (Foucault, 1970, 1997,). Os códigos semióticos dos objetos materiais que permitem o símbolo de se manifestar, e também de ser interpretado com um manual de códigos básicos na altura em que foi produzido. Na verdade, o símbolo tem um poder referencial. Os sinais são uma representação de um conceito, regulamentados pela presença de uma lei, uma regra precisa, a regra que preside na origem da classe dos signos, que se repetem dentro da cultura material. A recorrência é um índice que permite a aplicação da regra,  regra esta que encontra o seu próprio testemunho material no objecto, no artefacto, e que por sua vez encontra o seu significado cultural. Na arte rupestre vai encontrar–se um conjunto de réplicas, como unidades classificadas e materializadas de acordo com as regras específicas estabelecidas no inicio, onde a compreensão do símbolo pode ser dado pela analogia com um domínio linguístico. Para isso a arte rupestre pode ser examinada pelas regras do texto escrito, com ícones e índices concebidos como uma parte desse mesmo símbolo. O nascimento da matéria e da sua conceituação decorre do pensamento. Uma semiótica em geral, pode surgir a partir da comparação de diferentes tipos de sistemas de representação e a produção de cada material na cultura em específico, decorre nela.

A partir de um processo comparativo, a arte rupestre através de uma definição semiótica, permite definir os estilos dos signos icónicos de modo que uma associação cronológica histórica possa ser obtida através deste processo. O ícone é uma imagem semiótica, é revelada através de sua existência física, que é o índice, dentro de uma convenção cultural, que é o símbolo. A interpretação da arte rupestre como sinal de sociedades do passado, pode ser realizado através de uma teoria geral dos signos, com o intuito dessa mesma  interpretação.

 

DA SACRALIZAÇÃO AO DESENHO INDUSTRIAL

 

O Design industrial pós moderno,no período histórico que leva o mesmo nome: pós modernismo, teve início na década de 1950, depois do movimento moderno dos anos vinte e trinta e após a Segunda Guerra Mundial. A brevidade daexposiçãodeterminou os limites da minha análise,mas será apresentadoum quadroquedá uma ideiados conceitosque foram desenvolvidose que estavampor detrás da criação de objetos de Designdaquele período,que vai desde 1950 até 1980. Após umprefáciohistórico,com umavistarápidasobre a história anterior a estes anos, apresento alguns objetos de Design que estão ligados aos conceitos de poder, que têm valor de continuidade e de transmissão de conceitos culturais e sociais, como presença de uma mudança histórica.

Isto assume umarepresentação simbólica, muitas vezes umstatus,uma testemunhada evolução da sociedade. Os objetos de Designtomados como modelo aqui,são aindaalgunsdos ícones doDesign Italianonaqueles anos do pós - moderno.  Estes tornam-seo meiometafórico esimbólico de um novopensamento social.

 

Odesign industrialé uma atividadeespecial de design e de produção,nascidono contextoda II Revolução Industrial, é caracterizado pela utilizaçãode tecnologia avançada e deprodução em massa. É, no entanto, importanteconsiderar que alinha evolutivados objetosnunca parou, nem mesmo com o adventoda revoluçãoindustrial, mudaramas formase materiais, mas a relação da essência que sempreligouo homem e os objetos manteve-se praticamente inalterada. A raizdo design estápresente nestaatitude do homemque visa melhoraras condições devida, do ponto de vista funcional,estéticoe relacional. O objetoprimordialé criadopara responder a umproblema causado poruma necessidade específica, que fornece uma primeira solução, e depoisseguida devariantese melhoriasprogressivas. A históriados objetosé, portanto,constituída porinstrumentosque foram modificadose melhorados.

A palavraofício (mestiere em italiano)refere-se auma profissãoonde os braços são usados ondea repetição deoperações mecânicasque servem paraproduzirum objeto,uma operação queo trabalhadorfazcontinuamente.  Aprodução em sériecom base na quantidadedeobjetosproduzidose do seuaspecto formalé dividida em: sérieindustrial, uma série variada, em pequenas séries e fora desérie. A produção em sérienão é exclusivada revoluçãoindustrial mas, durante este período,é ummomento em que arepetição mecânicaassegura umresultado constanteno tempo, comaracionalização de custos ede produção do produto. No texto “A Revolução Industrial1760 – 1830” escritoporThomasS.Ashton,oautor faz uma análisedetalhadada primeira faseda RevoluçãoIndustrial, desde 1760 a 1830 e das suas causas esurgimento, do desenvolvimento e daconsolidação da indústriano Reino Unido.Entre oselementos maisimportantes é oaumento da população[1]. Neste período histórico opensamento filosófico altera-se,passando dafilosofiamorale da éticasilogísticaa uma filosofiapositivaque querapurar a verdadecom base na experiênciaonde o realaconteceu, o que representa uma prática inovadorada filosofia.Nacultura políticavão passar oliberalismo ocapitalismo e o industrialismoque acompanhamoplano materialparaa invençãode novas máquinas, onde o quefoi produzido manualmentevai ser agora produzidopor máquinas[2]. Osnovos compradoresforam aspessoas que se mudaramdo campopara a cidades, oscentros industriaistornam-seaglomerações humanas. A simplicidade vai caracterizar a primeiraprodução, em detrimento datríade qualidade, quantidade epreço justo, que busca omáximo de resultados como mínimo de esforçoeo mínimo decapital.A situação mudacom o Movimento ArtsandCrafts[3]e com William Morris[4] o principal líder do movimento. As ideias do crítico de arte John Ruskin e do medievalista Augustus W. NorthmorePugin[5] são fundamentais para a consolidação da base teórica do movimento. Um movimento artísticoquequer reformaras artesaplicadas. Esta é uma reação aodeclínio da qualidadee da beleza dosobjetos do quotidiano, devido à industrializaçãodescontrolada idealizando um retorno àIdade Média. O movimento foi igualmente uma espécie dereaçãoalimentada porartistas e intelectuais daindustrializaçãodo final do séculoXIX.William Morrisfoi o responsável pelavinda deartistas e arquitetosna produção deobjetos de designindustrial.

 

A evolução moderna do design 1920 – 1940

 

A históriaa partir desse momentopassa por umaforteevolução dodesign,com os movimentosde produçãoligados aosdesigners. O objeto não éartesanal, é produzidocom materiais queestão disponíveis rapidamentenomercado e que responde atrilogia:função, custo acessívele qualidade. O objeto adquire aqui  o seu valor simbólico, graças aos artistasdesigners quesão os protagonistase testemunhas damudançahistóricae social. Este desenvolvimento deu-sedevido ao factodos objetos dodesign industrialterem o poder de manifestar em si mesmos tambémas mudanças políticase sociais. Neste contexto, é importante falar sobre a compreensão do movimento moderno que se seguiu à fundação da Bauhaus, em 1919,  que pode ser vista como uma nova etapa do percurso profissional de Walter Gropius[6],  que se tornou diretor no final de 1928.  A Bauhaus foi um resumo das ideias que o arquiteto vinha amadurecendo desde o seu trabalho junto a um dos precursores do movimento moderno, o arquiteto Peter Behrens, designerrevolucionário da nova corporate da AEG. São projetados pela Bauhausmuitos objetos demobiliário e design que ganharam o direito de fazer parte do gosto contemporâneo, ainda em produção nos dias de hoje.

Isto deve-se à combinação da pureza da forma epela evidência dafunção. São objetos que descrevem e evocam um tempo que marca uma época temporal.

Vão marcar então a mudança deestilos de vidaede consumo, influenciando os comportamentos das gerações. Háobjetos de Designque marcarama memóriade uma área,a experiênciade tornar-seuma comunidade.

 

Um exemplo claro é a famosa cadeira Barcelona por Ludwig Mies van der Rohe, ainda produzida hoje. Feita durante aExposição Internacional deBarcelonaem 1929,temuma forma desenhadaexclusivamente para cumprir a suafunção,por isso nãoestá ligada aobom gosto e modade umaépoca históricaparticular. Trata-se de uma estrutura de açocurvadoesoldada acruz. MarcelBreuer, diretor da indústria de móveis1924-1928éo autor doprojetode muitascadeiras de metaltubulare poltronas,ainda hoje reproduzidas. Entre estas, podemos destacar a muito conhecida a cadeiraWassily[7], a CadeiraModelo B3, dedicada aKandinsky. A cadeiraWassily, é composta porapenas seiselementos deformatubular, com parafusosbanhadosesetefaixas de panocosturadono tubo.O resultado é portanto, um objeto dealtodesign,masa um preço acessível a todos.

De alguma forma,ícone, símbolo, totem, vão comunicar-sena sociedade. Os anos 1930 conheceram a pesquisa racionalista da escola alemã Bauhaus mas também a busca do Design orgânico europeu, principalmente dos Países Escandinavos, como a Finlândia de Alvar Aalto. A Arquitetura Orgânica Europeia desenvolve-se nos anos 1898-1976. Apresentarei alguns exemplos paracomeçar afalar sobre oque o Designfoi depois domovimento moderno,no períodohistórico chamadopós-moderno, eque envolveutodos os sectores, sociais e culturais. Neste período, uma novaexpressividadeétrazida para forados objetosde consumo quese tornaramsímbolo de statusreal.O pós-modernismo em Itália está marcado paragrupos:AlquimiaeMemphis. O Studio Alquimia de 1976foifundado porAlessandroGuerrieroque começou a sua carreiraproduzindoobjetosque se encontram forados cânonesnormais domobiliário.Os objetossão caracterizados porcores brilhantese os materiais similares alaminados plásticos. OManifestodo Studio Alquimia refere que para o grupo Alquimiaé importanteo ato dedesenhar. Da Américapara a Europa, apresentou-se um processo históricointeressanteque viu o nascimentoda artepop, mas também muitos grandesDesigners italianosque irão marcarahistória de todo oDesign internacional, com objetosde Design industrial,aindapreservadosno museuMoma, em Nova York, onde se encontra amáquina de escreverportátil ValentinarealizadaparaOlivetti porEttoreSottsass.  

 

Do modernismo ao pós modernismo 1950-1980

 

Os Objetos vão descrever eevocar o tempoemarcar oterritório. Marcam então, umamudança deestilos de vidaede consumo, influenciando o comportamento das gerações. Háobjetos de designque marcarama memóriade uma área,a experiênciade tornar-seuma comunidade.De alguma forma,ícone, símbolo, totem, vão comunicar-sena sociedade. Os anos 1930 conheceram a pesquisa racionalista da escola alemã Bauhaus mas também a busca do design orgânico europeu, principalmente dos Países Escandinavos, como a Finlândia de Alvar Aalto[8]. A Arquitetura Orgânica Europeia desenvolve-se nos anos 1898-1976. Gostaria agora de apresentaralguns exemplos paracomeçar afalar sobre oque o designfoi depois domovimento moderno, no períodohistórico chamadopós-moderno, eque envolveutodos os sectores, sociais e culturais. Neste período,  uma novaexpressividadeépuxada para forados objetosde consumo quese tornaramsímbolo de statusreal.Da Américapara a Europa, apresentou-se um processo históricointeressanteque viu o nascimentoda artepop, mas também muitos grandesdesigners italianosque irão marcarahistória de todo odesign internacional, com objetosde design industrial,aindapreservadosno museuMoma, em Nova York, onde se encontra amáquina de escreverportátil ValentinarealizadaparaOlivetti porEttoreSottsassAs palavras que na altura utiliza naapresentação da sua nova criação colocam questões sobre a máquina de escrever portátil, que se torna um objeto do dia-a-dia como um casaco, um par de sapatos ou um chapéu, objetos em que não pensamos, coisas que vêm e vão e que tendem a desmistificar-se cada vez mais. Estamos em 1969, o mercado de máquinas de escrever profissionais portáteis, mecânicas e elétricas está perto da saturação[9].  Valentina da Olivetti consegue fazer um grande sucesso, cria um modelo que renova as glórias e o mito das máquinas de escrever  Lettera 22 e Lettera 32, graças também à operação publicitária de marketing.A evolução dodesignsegue o cursoda história e daevolução social, também encontramos exceções nocenário mundial,geralmente narelação que se estabeleceentre a indústriae o trabalhador. Podemos darcomo exemploparticulara evolução dotrabalho da empresa Olivettiespecialmente nasucessão dasua gestão,porAdrianoOlivetti, filho do fundadorda empresa. Este será um eventomuito especialno mundo daprodução dedesign industrial,a criação deuma enorme empresa comreceitasmuito fortes, com base na ideia deumaindústriacomo ummodelo ético, onde osempregados são vistoscomo parte integrantedo processo de produçãoe portanto,tratados,cultivados, mantidoserespeitados na suaindividualidade da melhor maneira possível,dentro de uma visãocorporativa que foi umcaso raronaindústria italianae internacional.

Outra importante contribuição para o design foi dadapelos irmãos Castiglione, filhos doescultorGiannino. Achille e Pier Giacomo são formados num ambiente de muita cultura e arquitetura que vai ser vital para a criação de um designsimplesengenhoso e particular.AchilleCastiglioni, afirma que na base do projeto e do seu estímulo está a ideia do seu conteúdo .Para ele, o designer industrialé aquele que trabalha em projetosde grupoe fabrica os objetos reaispara as necessidadesreais. O seu trabalhoé a produção deobjetos de grandesériepara a comunidade enão destinados aumaelitecomo acontece com a obra de um artista.  A famíliaCastiglioniserá inovadorana linguagem daexpressão da luz, com lâmpadas elustresde design que mudama ideia dousoda luz em si. Criam objetos quemanifestam o seu poder ao permanecerem constantesa respeito das mudanças culturais e da passagem do tempo, o que pode ser explicado pela sua facilidadedeutilização. Uma criatividade que vai continuarna produção decadeiras,bancoscomoMezzadro com assento de chapaimpresso e pintado de vermelhoquepertencia a umvelhotrator agrícola, e o banco Sella, ambosfeitos em 1957 e projetados porPierGiacomoeAchillejuntos, umbanquinhode balanço comum assento de bicicleta.A simplicidadedos materiaisreciclados, combinada com uma essêncianova e a ausência de complexidade, vai combinar-se com ogénio presente na produção em série. Frequentemente,os irmãos Castiglione vão projetar utilizando materiaissimplescomo no casodeArco, a luminária de chão criada em 1962, produzida porFlosoua lâmpadaToio igualmente de1962, feita comum transformador,um farol de carro euma vara de pesca.

A severidadee dimensãosãoo traço distintivoda elegânciaitaliana.Na evolução da modernidade para após-modernidade vai mudar a maneira depensar o mobiliárioe os objetos de design.Na sociedade pós-industrial procuram-se novas linguagensde design,o segundorenascimento no pós-guerra e uma revitalização daprodução. A pós-modernidadeé um dos momentos mais importantespara o diálogo dos termos opostos que são oArtesanato e aIndústria. A  produção de 1950em diantemostra que a presença desse diálogoé fértil. A alma do movimento modernovai ser uma negação doornamentodesnecessário,também nospós-modernismo os novos autores vão trabalhar sobre a dimensãoda superfícieusandopadrões decorativosque cobremo objetomas onde a funcionalidade práticaé mantida. O pós-modernismo vai deixara oposiçãoao capitalismo,aceitaras potencialidades oferecidaspela produçãoindustriale a vendanãopara um públicolimitado, mastambémacessível a umpúblico de massa. Ao mesmo tempo, vai substituiro cânonemodernoemfavorde um novovalor dadoa superfícies, à cor, decoração,tecidos eluz que são umaprioridade do pós-modernismoitaliano. Na década de 1960é lançadaa ideia básicadodesignde GaetanoPesce que consiste no conceito de série diversificada. Pesce é um precursor que experimenta comnovos materiais, tornando-se um líder doProjetoRadical. Esta tendência foiteorizada por escritoe divulgada em 1972, aquando da inauguração de uma grande exposição, no MoMA de Nova York, com o título Italy- The New DomesticLandscape Itália: a Nova Paisagem Doméstica.O mundo descobre então o design italiano, já que a exposição foi seguida por outrasimportantes exposiçõesem todo o mundo. Neste ano oMomaorganizou umagrande exposição dedesign italiano,em que ocuradorEmilioAmbaszaproximouos mestres da nova geraçãonascidaa partir dos movimentosde vanguarda. O evento marcaum momento muito importanteporque representauma oportunidadepara a promoçãointernacional doprodutoindustrialitaliano eao mesmo tempouma discussão sobre anovaefervescênciaintelectual nocampo do designqueforam afetadaspelo clima políticoe socialque a Itáliaestava a atravessar. Entre ofinal dos anos 60e início dos anos 70, na verdade, a Itália interpretao designnão apenas comoo processo de concepçãoque visaa criação de objetos, mas também como uma ferramentapara a críticasocial.O produtodetémum poder culturaldeprotesto,reformaou mesmoconformidade. Este foi um dado absolutamente novopara o público americano, que considerou a ideia de projetosó em termos deproduçãoindustrial. Na Mostra em Nova Iorque há uma fortepresençada identidadeitaliana. É observável na exposiçãodeAmbaztoda a suacultura do design. A arquiteturaradicalé representada porGaetanoPesce,os outros designers como LaPietra, ArchizoomeSuperEstúdio, que apresentam algumas instalaçõesprovocativas. Os designersBellini , Colombo,Sottsass,ZanusoeGaeAulentibuscam soluções globaiscom as utópicas cabinesindustriais.A exposição promove os produtosindustriais italianos e assinala a novaefervescênciados anos 70que mostram um cenário políticoconturbado. A busca da criatividade vai continuarneste períodohistórico específico, mesmo que de uma forma particular, entre as diferentes linguagensdos designers, com a criação de objetos definidos pelo seu poder real,que se tornarão objetos de cultoreconhecidos em todo omundo.

O pós-modernismo em Itália está marcado paragrupos:AlquimiaeMemphis. O Studio Alquimia de 1976foifundado porAlessandroGuerrieroque começou a sua carreiraproduzindoobjetosque se encontram forados cânonesnormais domobiliário.Os objetossão caracterizados porcores brilhantese os materiais similares alaminados plásticos. OManifestodo Studio Alquimia refere  que para o grupo Alquimiaé importanteo ato dedesenhar. Porque o desenhoemitesinais, não é nem design nem projeto. É, ao invés,  um movimentolivree contínuode pensamento,quese expressavisualmente. É, portanto, um movimento motivado.O StudioAlquimia pensa que os desenhadores do seugrupo de trabalhovai manifestaruma prova do pensamento sentimental. Isso porque a motivaçãodo trabalho nãoreside na suaeficiência prática, pelo contrário, a beleza do objeto está no amore na magiaque a alma dele contém. O grupo Memphisé criadoem 1981 porEttoreSottsass, que participava no movimentoAlchemia; no design deste juntam-seaalta e baixa cultura.Um exemploé a estanteCarlton.O movimentoMemphistornou-se assimsímboloquase míticode um novo design. A sua influênciaainda é evidenteem muitas áreasde produção enão só. A estanteCarlton marca o nascimento dogrupoMemphis, é um objetototémicoqueé separado daparede para aderir a umfuncionalidadepráticaecom uma decoraçãoexpressiva. A característicaestilísticado design italiano, vê a sua máxima expressão nopós-modernismo. Imaginação e sensibilidade andam par a par com a dinâmica do mercado, explorando as possibilidades da técnica. Nesta fase do pós-moderno, os designers italianos têm características inovadoras,foram membros da avant-garde radical designers como Branzi, Deganello, De Lucchi, Mendini e o já referido Sottsass. Umalinguagem decorativapontilhistaque incorpora aestruturae o    objetopode ser encontradana poltronaProustporMendini.

O design mantém o poder de ser uma expressão defortesmudanças socio-culturais, deestilos de vida ede consumo.

 

 

[1]Devido à diminuição da mortalidade, causada por uma melhoria na qualidade de vida. também os enclosures, fazem que os terrenos são atribuídos as empresários individuales. Esto porta a um aumento de capital ea possibilidade das despesas. Os desempregados vai representar uma boa fonte de trabalho para o primeiras indústrias.

 

[2]Maquinas que são caros, assim que o proprietário que faz a empresa deve fazê-los de modo que a máquina produz em um tempo útil para amortizar a despesa. É por isso que a necessidade econômica é dirigida pela quantificação da produção máxima.

 

[3]ArtsandCrafts é um movimento estético e social inglês, da segunda metade do século XIXA expressão "artes e ofícios” deriva da Sociedade para Exposições de Artes e Ofícios, fundada em 1888.

 

[4]William Morris 1834 – 1896 Pintor, escritor e socialista militante, Morris tenta combinar as teses de Ruskin às de Marx, na defesa de uma arte "feita pelo povo e para o povo"; a idéia é que o operário se torne artista e possa conferir valor estético ao trabalho desqualificado da indústria.

 

[5]John Ruskin (1819 - 1900) e Augustus W. NorthmorePugin (1812 - 1852)

 

[6]Walter Gropius (Berlino, 1883-Boston, 1969). Eli começou a sua experiência profissional no ateliê do arquitecto Peter Behrens, onde permaneceu entre 1907 e 1910, ano em que iniciou uma parceria com AdolfMeyer. Além de Gropius, trabalhavam no escritório de Behrens, por volta de 1910, LeCorbusier e Mies van der Rohe.Criada no contexto da agitação criativa vivida na Alemanha durante este período, a Bauhaus pretendia ser uma escola de arquitectura e arte aplicada, em cujo Manifesto pedagógico inovador Walter Gropius preconizava realizar a fusão entre as artes plásticas, o artesanato e a indústria. Depois de deixar a Bauhaus, em 1928, Walter Gropius foi um dos membros fundadores do CongrésInternationaux d’ArchitectureModerne (CIAM) Em 1934, causa do regime nazi, partiu para Inglaterra, onde permaneceu até 1937, ano em que aceitou o convite para leccionar arquitectura na Universidade de Harvard, na GraduateSchoolof Design onde trabalhou pelaKnoll e laRosenthal.

 

[7]Cadeira projetada porMarcelBreuer que na épocade 1925foi diretor dolaboratóriodemadeira da Bauhaus.

 

[8]AlvarAaltoda Finlândia, que morreu em 1976, nascido no 1898,  foi uma das figurasmarcantesdo nosso séculona renovação daarquiteturae decoração de interiores

 

[9]Enquanto que a electrónica começa a penetrar no mundo da empresas com médio e grande porte sistemas e com as primeiras calculadoras de mesa como por exemplo a Olivetti Programma 101 lançado em 1965.

 


 

 

PUBBLICAZIONI EDITE  DELL'ARTISTA ANNA LUANA TALLARITA FILOSOFA SCRITTRICE GIORNALISTA 

società e politica
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2015 luglio agosto    Articolo di Antropologia del turismo    “O Ideário Patrimonial” n°4 Rivista scientifica internazionale  GD 7 – Interdisciplinar (Social Sciences – Interdisciplinary, History and Philosophy of Science). ISSN 2183-1394 ERC    La Spazialità del Potere 
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2007 Libro Ed De Pasquale Eventi E Personaggi Del Jazz Storia Del Jazz Dalle Origini Al Mito Del Volo In C.Parker    Anna Luana Tallarita    
15 Luglio 2010 Colonnesonore.net Film di genere e generi di jazz - Prima Parte Anna Luana Tallarita Chantal Monde  (Alias)    http://www.colonnesonore.net/contenuti-speciali/dossier/1227-film-di-genere-e-generi-di-jazz-prima-parte.html

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antropologia architettura psicologia spazio
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2009    Pubblicazione Antropologia Dello Spazio    Spa Design C.Matthey    Abitare In Italia    Anna Luana Tallarita    
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2010    Pubblicazione Antropologia Dello Spazio    Spa Design C.Matthey    Elementi Naturali Per La Via Del Se    Anna Luana Tallarita    
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2009 Pubblicazione Antropologia Dello Spazio     Spa Design C.Matthey    Antropologia E Benessere    Anna Luana Tallarita    
2006  Pubblicazione Antropologia Dello Spazio     Expo Casa    Sugli Oggetti La Loro Percezione    Anna Luana Tallarita    
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2008    Pubblicazione Antropologia Dello Spazio    Expo Casa    L’evoluzione Dell’ambiente Cucina  Anna Luana Tallarita    
2009    Pubblicazione Antropologia Dello Spazio    Expo Casa    Ambiente Casa Anna Luana Tallarita    
2015 dicembre     Articolo di Antropologia e Architettura    “O Ideário Patrimonial” n°5 Rivista scientifica internazionale  GD 7 – Interdisciplinar (Social Sciences – Interdisciplinary, History and Philosophy of Science). ISSN 2183-1394 ERC   
Nel Segno del Design. Apporti di fantasia e intuizione nell’interpretazione della realtà Pg. 189    Anna Luana Tallarita    
http://www.cph.ipt.pt/download/OIPDownload/n5_Dezembro_2015/OIP_5_DEZ_2015.pdf
2016 luglio     Articolo di culture e materiali    “O Ideário Patrimonial” n°56Rivista scientifica internazionale  GD 7 – Interdisciplinar (Social Sciences – Interdisciplinary, History and Philosophy of Science). ISSN 2183-1394 ERC    Spazio, Azione e Comportamento 
Pg. 38    Anna Luana Tallarita    
http://www.cph.ipt.pt/download/OIPDownload/n6_julho_2016/ideariopatrimonial_JUL_2016.pdf
2015 dicembre     Articolo di Antropologia e Architettura    “O Ideário Patrimonial” n°5 Rivista scientifica internazionale  GD 7 – Interdisciplinar (Social Sciences – Interdisciplinary, History and Philosophy of Science). ISSN 2183-1394 ERC    MODELOS EM DISCUSSÃO
Pg. 162    Anna Luana Tallarita    
http://www.cph.ipt.pt/download/OIPDownload/n5_Dezembro_2015/OIP_5_DEZ_2015.pdf

design 
http://www.spa-design.it/allegati/20091102105503_SPADESIGN-OTT-2009.pdf
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http://www.academia.edu/20389181/Nel_Segno_del_design
01/06/17    Rivista semestrale dell’Associazione Italiana Colore
Politecnico di Milano, IT.     CULTURA E SCIENZA DEL COLORE COLOR CULTURE AND SCIENCE
ISSN 2384-9568 DOI:10.23738/CCSJ.00 Red: The symbol in history  Rosso  
jcolore.gruppodelcolore.it/numeri/pdf/R7_2017_lowv1.pdf

 musica 
2007    Pubblicazione Storia Della Musica    Jazzitude    Il Jazz .La Sua Storia    Anna Luana Tallarita    
2010    Pubblicazione Storia Della Musica    Jazzitude    Canto&Sciamanesimo    Anna Luana Tallarita